Sabato 24 Maggio 2008
Finalmente il governo ha deciso di giocare veramente la partita energetica italiana. Claudio Scajola ha annunciato che l’Italia produrrà energia nucleare dal 2013. Bene, approvo sentitamente.
E’ ovvio però che le prefiche ambientaliste non hanno tardato a farsi sentire (fortuna almeno che non sono in Parlamento). Realacci (Pd – Legambiente) parla di “scelta ideologica sbagliata” e l’Unità addirittura titola “Rivogliono il nucleare, quello pericoloso”. Fortuna che c’è Legambiente…. sì proprio lei che, forse all’insaputa di Realacci, dice in un rapporto sul nucleare a vent’anni da Chernobyl come il pericolo non sia poi tutto questo granché, se si esclude proprio la centrale russa che saltò per errori di gestione sovietici e per mancata manutenzione. Ma la storia per fortuna qualcosa la insegna sempre e questi errori non sono certo ripetibili. E’ per questo che il Prof. Veronesi, l’oncologo, il senatore del Pd, dice di smetterla con queste paure da “cavernicoli spaventati dal fuoco” e aggiunge certezze sul fatto che “non inquina ed è sicura per quanto riguarda la salute” e che “più che una scelta, il nucleare è un traguardo inevitabile”. Finalmente qualcuno ragionevole.
Con 5 grandi centrali da 1.600 Megawatt ciscuna potremo produrre 50 miliardi di KWh all’anno, pari al 20% dell’energia che importiamo dall’estero. Con un risparmio in bolletta per i consumatori fino al 30 % che riporterebbe il costo dell’energia italiana più in linea con la media europea. Senza contare che tutta l’energia prodotta dall’atomo comporta la produzione di scorie + vapore acqueo rilasciato in atmosfera; l’energia prodotta dalla combustione di petrolio o di gas naturale invece immette in atmosfera migliaia di tonnellate di CO2 l’anno. In sostanza la produzione nucleare inquina meno e ci permette di stare in linea con il protocollo di Kyoto. Se non è ambientalismo questo…
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Pubblicato da Mario Trabucco
Mercoledì 30 Aprile 2008
Sul Corriere della Sera leggo l’ennesima denuncia, ad opera del brillante duo Stella&Rizzo, del disastro organizzativo della situazione energetica nazionale.
Di contro alle consuete riflessioni, anche di sinistra, sulla possibilità di tornare al nucleare, vengono citate le solite dichiarazioni del solito Pecoraro Scanio che dice: no, no e ancora no! E perchè no? Perchè “le dimensioni del rischio nucleare sono inaccettabili e immorali”. Esaminiamo un momento la replica dell’ex-ministro dell’ambiente.
Immorali. La metto per prima perché è anche la più facile. Da quando in qua la politica ha il compito di decidere in materia di questioni morali? Ho sempre pensato che la cosa spettasse alla filosofia, alla teologia. Mi aspetto sicuramente che la CEI o il Papa facciano appelli alla morale, o tentino di stabilire cosa è morale e cosa non lo è. Non mi aspetto certo che Pecoraro Scanio, a meno di essere sacerdote di qualche nuova religione (ma in fondo cos’è l’ecologismo?), si metta a discutere di morale. Proprio lui poi… bah. Perchè se in Italia i primi parlano di morale si urla all’ingerenza e quando a farlo sono invece i Verdi questo non succede?
Inaccettabili. Inaccettabili da che punto di vista? Politico forse? Forse per i Verdi è molto più accettabile dipendere per l’87% del nostro consumo energetico da fonti alloctone (12% energia elettrica importata + 75% energia elettrica prodotta in Italia con materie prime importate). Penso che il caso dell’Ucraina dovrebbe insegnare qualcosa in più sull’importanza politica dell’indipendenza energetica.
Ah no, aspettate! Forse intendeva dire inaccettabile dal punto di vista economico! Certo, è invece accettabile un costo di produzione dell’energia elettrica pari al 160% della media europea (il doppio della Francia, che -guarda caso- usa 59 centrali atomiche). Uhmmm… no, neanche questo.
Allora dal punto di vista ambientale? Questo sì? No invece, perché “non dobbiamo installare torri gigantesche proprio sulle rotte degli uccelli migratori, che vengono sterminati dalle pale”!
Insomma, come vedete, il motto dei Verdi è uno solo: immobilismo e regresso. L’unico sviluppo sostenibile è quello all’indietro. Il tutto in vista di un ritorno ad un paradiso terrestre incontaminato nel quale i bambini (e Pecoraro Scanio) possano correre e giocare liberi e felici. Ma il paradiso, caro ex-ministro, si sa che non è di questa terra!
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Pubblicato da Mario Trabucco