Dà da pensare…
“E’ più serio dire che i beni culturali non sono di nessuno, e non sono beni. Sono l’oggetto di una ricerca scientifica. Vi sono discipline che studiano i reperti archeologici e le opere d’arte; fanno parte del sistema globale della scienza moderna; la scienza è la struttura della cultura contemporanea. (…) Solo in quanto i beni culturali si presentano come oggetti di scienza interessano una cultura il cui fondamento è scientifico.
Gli studiosi sono stati accusati di egoismo e di prepotenza: sono una minoranza, si dice, e poichè il patrimonio culturale è di tutti, va gestito secondo gli interessi, o i gusti, dalla maggioranza. Anche gli studiosi di energia dell’elettricità sono una minoranza, ma senza di loro la collettività non potrebbe fruire dell’energia elettrica: la funzione degli studiosi dell’arte è quella di permettere alla collettività la fruizione scientifica delle opere d’arte”.
Giulio Carlo Argan, Storia dell’arte, 1975
citato in Reggiani, A. M., Patrimonio antico e grandi opere: da rischio a valore aggiunto
Pubblicato da Mario Trabucco






