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	<title>Meine Weltanschauung &#187; Atene</title>
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		<title>Il Museo ideologico</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 15:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Trabucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[ATENE &#8211; Ieri sono andato a fare un giro del Nuovo Museo dell&#8217;Acropoli. Di seguito vi riporto un breve resoconto corredato dalle mie impressioni.
Il Museo, che ha aperto in pompa magna il 23 giugno, per adesso e fino alla fine dell&#8217;anno è accessibile -dalle 8 del mattino alle 8 di sera- pagando un biglietto del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariotrabucco.net&blog=3397061&post=280&subd=mariotrabucco&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ATENE &#8211; Ieri sono andato a fare un giro del <a href="http://www.theacropolismuseum.gr/?pname=Home&amp;la=2">Nuovo Museo dell&#8217;Acropoli</a>. Di seguito vi riporto un breve resoconto corredato dalle mie impressioni.</p>
<p>Il Museo, che ha aperto in pompa magna il 23 giugno, per adesso e fino alla fine dell&#8217;anno è accessibile -dalle 8 del mattino alle 8 di sera- pagando un biglietto del costo di solo 1 euro, che dovrebbe salire a 5 dall&#8217;anno prossimo (una cifra comunque non spaventosa). </p>
<p>Introduce la visita un breve filmato, ca. 10 minuti, proiettato una volta in inglese e una volta in greco, che presenta ai visitatori il Partenone attraverso la sua storia più che bimillenaria (molto curate le ricostruzioni tridimensionali animate) e analizzandone i principali apparati decorativi.<br />
Già questo approccio è indicativo della prospettiva che il Museo ha deciso di darci: il centro è il Partenone, e il centro del Partenone sono i suoi fregi. E così il grande ottastilo dorico viene presentato come &#8220;il punto più alto nell&#8217;evoluzione dell&#8217;ordine dorico&#8221;, una prospettiva winkelmaniana che mi ha francamente sorpreso, nel 2009. Il filmato poi ovviamente si sofferma, volutamente, sul fregio ionico della cella  celebrandone la bellezza e la composizione innovativa.<br />
Per quanto riguarda la storia del tempio, tutte le sue tappe sono analizzate e rivissute nelle animazioni del filmato: dai primi cristiani che scalpellano le teste delle metope, alle bombe di Morosini che fanno esplodere il tempio-chiesa-moschea, agli emissari di Lord Elgin che staccano le lastre e imbragano le statue. Stranamente il filmato omette di menzionare la trasformazione della cella del Partenone in deposito delle polveri della guarnigione ottomana, rendendo così poco comprensibile come Morosini abbia fatto tanto danno con qualche granata del XVII secolo. Semplificazione divulgativa?</p>
<p>Dopo essere passati attraverso i tornelli elettronici (Brunetta ha colpito anche qui?), si passa in una grande galleria con una selezione dei reperti rinvenuti durante lo scavo delle fondamenta del museo, visibile dalle aperture a vetri nel pavimento, e dai santuari alle pendici meridionali dell&#8217;Acropoli. Peccato che il corredo esplicativo (piante con le fasi, testi, fotografie) sia assolutamente insufficiente, per non dire quasi del tutto assente. Dimenticanza?</p>
<p>Superato lo scenografico scalone, si arriva alla sala della scultura arcaica, un grande magazzino senza un percorso espositivo ben preciso. Punti di forza: le tante opere esposte, in numero maggiore rispetto al vecchio museo sulla rocca, e l&#8217;illuminazione diffusa e per niente aggressiva. Punti deboli: la mancanza di un apparato didattico, con le targhette dei pezzi che riportano solo il necessario: nome, datazione e numero di inventario. Neanche fossero prigionieri di guerra, che ti dicono solo nome, reparto e numero di matricola. Le targhette sono bilingui (almeno questo).</p>
<p>Mentre mi aggiro per lo stanzone, non so come chiamarlo altrimenti, si sente un gentilissimo annuncio che invita i signori visitatori a non toccare le opere, a non fotografare (ecco perché non ho messo foto) e a non riprendere.<br />
Guardo in alto istintivamente per vedere da dove provenisse la voce, e mi scopro osservato dagli occhi indagatori di uno dei custodi, vestito da uomo della scorta con tanto di auricolare, che mi punta da un ballatoio sopraelevato, ricavato nella parte alta della spoglia parete di cemento. Ho guardato l&#8217;orologio chiedendomi quanto mi restava ancora della mia ora d&#8217;aria. Alzo lo sguardo cercando cecchini e filo spinato e poi ricordo: il magazzino&#8230;. il museo&#8230;</p>
<p>Sali un&#8217;altra rampa dello scalone principale e per un momento ti puoi vendicare, puoi diventare un cecchino pure tu, passeggiando per il corridoio sopraelevato che porta solo a bagni (peraltro molto belli) e locali di servizio. </p>
<p>Colonne alte fino al cielo, statue e donari, folla scomposta e disordinata&#8230; forse è questa l&#8217;impressione che doveva dare l&#8217;Acropoli in un giorno di festa di venticinque secoli fa. E il visitatore avvertito capisce che forse è proprio questo il messaggio che ti vuole dare quella sala, magari lo apprezza anche. Ma il comune turista che ne ricava? Confusione, temo.</p>
<p>Sempre allo stesso ammezzato, si fa per dire, troviamo il ristorante. Tutto in pieno stile minimalista, come il resto. E&#8217; un aggregazione di immensi loft questo museo; grandi spazi e divisori bassi. Tovagliette e menu riportano una sezione orizzontale del Partenone, in bianco su grigio, molto &#8220;minimal chic&#8221;.<br />
E veniamo alla &#8220;famosa&#8221; terrazza del ristorante, <a href="http://mariotrabucco.net/2008/05/12/i-mostri-per-le-mostre-a-proposito-di-meier-e-tschumi-2/">della quale avevamo già parlato</a>. Facendo i primi passi fuori la vista della rocca sacra non è ancora ostruita dai palazzi neoclassici di Odos Dionysiou Areopagitou, ma avanzando la situazione cambia. E i prospetti posteriori non è che siano proprio piacevoli, ignari al momento della loro costruzione che un giorno sarebbero stati così in vista. Forse sarebbe stato meglio progettare diversamente la terrazza, piuttosto che contare sull&#8217;abbattimento di due edifici storici solo per un capriccio architettonico, non trovate?</p>
<p>Il bookshop, accanto al ristorante, è molto fornito con prezzi non proprio tourist-friendly, ma comunque nella media. C&#8217;è un grande assortimento di articoli di merchandising del Museo, riproduzioni di opere esposte, ecc. Tra le prime cose che ho visto c&#8217;era una guida breve del museo in inglese, venduta a 5 €. Carta scarsa, molto essenziale ma al contempo pretenziosa. L&#8217;ho lasciata lì.</p>
<p>L&#8217;ascesa continua, riprendendo quel ramo della parabola winkelmaniana che ci porterà al culmine dell&#8217;Arte e della Storia. Al culmine della salita, dopo essere stato accuratamente preparato, puoi essere ammesso a conoscere il segreto più prezioso: CE LI HANNO RUBATI!!!<br />
E&#8217; la totale inversione del continuum spazio-tempo, direbbe il DOC di Ritorno al Futuro. E&#8217; come se quella sala piena di copie e di buchi ti dicesse, con l&#8217;aria mesta e rassegnata, che loro hanno fatto di tutto per farti vedere le sculture di Fidia, ma che non è colpa loro in fondo se non ci sono tutte. Loro avevano preparato ogni cosa e poi&#8230;. è arrivato Elgin e ha rovinato la festa.</p>
<p>Concludiamo, mentre scendiamo e passiamo distrattamente davanti ai reperti dell&#8217;età romana e tardo-antica che questo tipo di percorso ci ha quasi fatto disprezzare. Il museo è fatto bene, ma per uno scopo sbagliato.<br />
Questo non è un museo, è un monumento ideologico. Non ti vuole trasmettere cultura; vuole indottrinarti con un preciso messaggio: le lancette della storia si possono portare indietro, la storia può essere negata e riplasmata secondo il gusto. Ora capiamo le dimenticanze, ora ci spieghiamo le semplificazioni divulgative.<br />
E&#8217; vero che è quasi impossibile scrivere e raccontare la Storia in modo oggettivo, ma questo Museo non ci prova neanche. E mi dispiace, alla fine dei conti , che questa operazione ideologica sia stata finanziata al 75% con i Fondi Europei.</p>
<p>Mario Trabucco</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariotrabucco.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariotrabucco.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariotrabucco.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariotrabucco.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariotrabucco.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariotrabucco.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariotrabucco.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariotrabucco.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariotrabucco.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariotrabucco.wordpress.com/280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariotrabucco.net&blog=3397061&post=280&subd=mariotrabucco&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>E Atene brucia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 16:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Trabucco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Una crisi economica serpeggiante. Un partito di governo con una maggioranza risicata. Un quartiere universitario permeato dalla microcriminalità. Un poliziotto che spara e uccide un quindicenne. E Atene, di colpo, brucia.

La gioventù greca, ma non solo quella, è già da mesi impegnata contro il governo di destra di Kostas Karamanlis con manifestazioni di ogni tipo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariotrabucco.net&blog=3397061&post=187&subd=mariotrabucco&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una crisi economica serpeggiante. Un partito di governo con una maggioranza risicata. Un quartiere universitario permeato dalla microcriminalità. Un poliziotto che spara e uccide un quindicenne. E Atene, di colpo, brucia.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_192" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-192" title="100_8400" src="http://mariotrabucco.files.wordpress.com/2008/12/100_8400.jpg?w=450&#038;h=337" alt="Uno dei grandi negozi di atene bruciato dai dimostranti" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">Uno dei grandi negozi di Atene bruciato dai dimostranti - foto: Mario Trabucco</p></div>
<p>La gioventù greca, ma non solo quella, è già da mesi impegnata contro il governo di destra di Kostas Karamanlis con manifestazioni di ogni tipo. Ultimamente il livello della tensione è stato reso più alto da episodi di particolare gravità. Per esempio il 4 di questo mese il Ministro della Sanità riceve una delegazione di studenti di medicina nell&#8217;auditorium del ministero per dialogare sulla riforma universitaria; gli studenti, non soddisfatti lo tengono in ostaggio per un&#8217;ora nell&#8217;auditorium. Oppure: alla facoltà di legge di Salonicco il direttore di un carcere va a tenere una conferenza sul sistema carearario ma viene picchiato a sangue da un gruppo di anarchici e ricoverato. Il governo oltre alle varie riforme ha varato una finanziaria particolarmente invisa alla gente, specie perché prende 22 milioni di euro e li destina a misure di salvataggio per le banche e la compagnia aerea Olympic (tutto il mondo è paese).Tutto questo crea anche qualche problema alla maggiornaza di governo che dopo aver stravinto le ultime elezioni è ora ai minimi storici nei sondaggi e ha problemi di concordia al suo stesso interno sulle linee politiche da adottare.</p>
<p>Exarchia è il quartiere universitario di Atene per eccellenza. Luogo di gente di cultura, di alternativi, rifugio di qualunque tipo di tendenza anarco-insurrezionalista. Nonostante sia notoriamente luogo di malaffare e spaccio di stupefacenti, fra le altre cose, è considerata comunemente zona off-limits per le forze di polizia. Tanto che nella piazza principale non è difficile vedere un piccolo capannello di venti-trenta poliziotti rigorosamente in tenuta anti-sommossa, quando ci sono.</p>
<p>Alexandros Grigoropoulos è un ragazzino di 15 anni, di buona famiglia (la madre ha una gioielleria a Kolonaki, il quartiere più esclusivo della città), con la testa piena di ideali di ribellione e rivoluzione. Un ragazzo allegro, lo dicono tutti. Il sabato sera un ragazzo così va ad Exarchia, è un must. Ci ritrova gli amici, ci ritrova i ragazzi più grandi che ogni mese o due occupano l&#8217;ateneo in nome dei diritti all&#8217;istruzione universitaria di stato per tutti. Alle ore 20.55 di sabato 6 dicembre 2008 questo ragazzo muore.  Un proiettile sparato da un poliziotto di pattuglia lo stende a terra.</p>
<p>Perché il poliziotto lo ha fatto? Alcuni dicono che si trattasse di un esaltato, un cattivo elemento. Ma altri testimoni della scena dicono che volarono insulti tra il giovane Alex e il poliziotto. C&#8217;è chi dice che erano in gruppo e hanno assaltato la pattuglia della polizia con pietre e oggetti lanciati all&#8217;inidrizzo degli agenti. E in effetti questo concorderebbe con il fatto che il poliziotto sparò tre volte, due delle quali sicuramente in aria, tipici colpi di avvertimento, e che il collega lanciò una granata fumogena contro il gruppo. Dovevano certo aver fatto qualcosa, evitiamo le beatificazioni postume. Tanto più che ad Exarchia, per ammissione degli stessi Ateniesi, giocare a guardie e ladri con la polizia è una sorta di sport. Per molti &#8220;ragazzi ribelli&#8221; (forse sarebbe meglio definirli &#8220;ribelli ragazzi&#8221;) è parte del divertimento, parte del sabato sera. E poi c&#8217;è la perizia balistica e l&#8217;autopsia che indicano come il proiettile sia entrato nel petto del ragazzo con una traiettoria dall&#8217;alto verso il basso. Un po&#8217; strano per un colpo sparato ad altezza uomo. In ogni caso Alex è morto. A soli 15 anni. E&#8217; la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Atene delenda est!</p>
<p>Sono ormai tre giorni che Atene va avanti così. Il centro della città vive due vite alternate. Una di giorno: i negozi con le vetrine fracassate sostituiscono i vetri e ripuliscono tutto, cercando di salvare il salvabile. I periti delle assicurazioni valutano i danni degli edifici bruciati. Gli ziangari si aggirano per gli scheletri di cemento anneriti in cerca di  metallo da rivendere a peso. Gli impiegati vanno a lavorare. I giovani manifestano composti e pacifici, sebbene incazzati e per nulla intimoriti dalle forze dell&#8217;ordine, per le vie del centro. Qualche provocazione, sì. Qualche scaramuccia. Ma niente di più che questo.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mariotrabucco.net/2008/12/09/e-atene-brucia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/8DtqoBWE1Eo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">video: Mario Trabucco</p>
<p>Ma di notte la situazione cambia completamente. Di notte le belve si scatenano, aggirandosi in branche per le vie deserte distruggendo e incendiando. La polizia si limita a contenere, nel timore che ogni reazione possa generare nuove ondate di violenza e nuove contestazioni. I pompieri vivono la loro vita di acqua e fuoco spostandosi da una parte all&#8217;altra della città, salvando quello che possono. C&#8217;è della logica in questa follia però: obiettivi principali sono le banche e gli uffici della Olympic o le agenzie di viaggi che malauguratatmente ne espongono il logo. Poi ci sono i negozi di abbigliamento, simbolo del caro vita. E gli uffci governativi, come il ministero dell&#8217;Economia il cui piano terra è stato completamente distrutto dalle fiamme.  I cassonetti dell&#8217;immondizia vengono messi in mezzo alla strada e incendiati, a bloccare i soccorsi. Un negozio di armi è stato svaligiato e ora si vedono manifestanti aggirarsi con fionde o sfondare una vetrina con la riproduzione di uno spadone medievale. Ma solo di notte. O almeno principalmente. Le devastazioni a volte ci sono anche, ma in tono molto minore, quando la polizia disperde la folla nelle manifestazioni e gli elementi più estremisti, sempre a volto coperto, sfogano la loro frustrazione per la sconfitta subita fracassando qualunque cosa capiti a tiro.</p>
<p>La protesta continuerà ancora. Oggi a Syntagma, di fronte al Parlamento, ci sono stati scontri con la polizia in assetto anti-sommossa. La folla dei manifestanti è stata dispersa con lacrimogeni (è stata la mia prima sniffata, ma nolto blanda) e cariche coordinate quando i vari cortei si sono uniti la gente assembrata davanti la &#8220;Vulì&#8221; era davvero tanta. Ma oggi è anche il giorno del funerale del giovane Alexandros, che viene tumulato proprio mentre io scrivo queste righe. Uno degli slogan della protesta è &#8220;Alex ti vendicheremo&#8221;, oppure &#8220;Alex, questa notte è per te&#8221;, che non lascia presagire nulla di buono. Per domani, proprio contro le riforme e per la crisi economica è indetto già da un mese uno sciopero generale che paralizzerà il paese. Probabilmente andrà avanti per tutta la settimana. Poi&#8230;. <em>o Theòs to xèri</em>, lo sa Dio, come dicono qui.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_193" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-193" title="100_8567" src="http://mariotrabucco.files.wordpress.com/2008/12/100_8567.jpg?w=450&#038;h=337" alt="Mario Trabucco" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">Polizia e manifestanti a Platia Syntagma - foto: Mario Trabucco</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariotrabucco.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariotrabucco.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariotrabucco.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariotrabucco.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariotrabucco.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariotrabucco.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariotrabucco.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariotrabucco.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariotrabucco.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariotrabucco.wordpress.com/187/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariotrabucco.net&blog=3397061&post=187&subd=mariotrabucco&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>I mostri per le mostre (a proposito di Meier e Tschumi) /2</title>
		<link>http://mariotrabucco.net/2008/05/12/i-mostri-per-le-mostre-a-proposito-di-meier-e-tschumi-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 10:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Trabucco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
(foto M. Trabucco)
Conservazione e distruzione. Da sempre il mondo mediterraneo ci ha abituato alle contraddizioni, che in questo milieu fanno parte della identità culturale.
Ad Atene invece sembra che la contraddizione, invece di generare un equilibrio nato dall&#8217;armonia degli opposti nel loro accostamento, generi una guerra fratricida che avrà un solo vincitore ultimo: la modernità.
Parlo del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariotrabucco.net&blog=3397061&post=30&subd=mariotrabucco&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://mariotrabucco.files.wordpress.com/2008/05/nma.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-31 aligncenter" src="http://mariotrabucco.files.wordpress.com/2008/05/nma.jpg?w=400&#038;h=300" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;">(foto M. Trabucco)</p>
<p>Conservazione e distruzione. Da sempre il mondo mediterraneo ci ha abituato alle contraddizioni, che in questo milieu fanno parte della identità culturale.</p>
<p>Ad Atene invece sembra che la contraddizione, invece di generare un equilibrio nato dall&#8217;armonia degli opposti nel loro accostamento, generi una guerra fratricida che avrà un solo vincitore ultimo: la modernità.</p>
<p>Parlo del <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/7380279.stm" target="_blank">Nuovo Museo dell&#8217;Acropoli</a>, un gigante di vetro e cemento di 2.200 metri quadrati distante soli 500 metri dal monumento antico più famoso del mondo: l&#8217;Acropoli di Atene. Il progetto è di un altro grande architetto trasferito in America: Bernard Tschumi.</p>
<p>Il museo, che ho già avuto modo di visitare parzialmente, ha il pregio di conservare e rendere fruibile una consistente porzione di abitato della città antica dal IV secolo avanti Cristo fino al VII dopo. Peccato però che all&#8217;interno somigli all&#8217;Enterprise! O tutt&#8217;al più all&#8217;aeroporto della stessa Atene. Accanto all&#8217;edificio -dominato dai toni del grigio cemento e dal blu scuro dei vetri- stanno: l&#8217;ex-ospedale militare turco (1835); una palazzina art-déco del 1930 firmata da Vassilis Kouremenos; altri tre palazzetti neoclassici della fine dell&#8217;Ottocento. Insomma il nuovo museo -come si dice- nasce nel rispetto del contesto circostante&#8230;. come no!</p>
<p>Ma il bello deve ancora venire. Il palazzo di Kouremenos e quello neoclassico accanto, registrati come opere d&#8217;arte dal Ministero della Cultura nel 1988, sono rei di impedire la visuale dalla terrazza-ristorante del Nuovo Museo. Quindi vengono declassati dallo stesso ministero e avviati alla demolizione. Fortunatamente l&#8217;azione è stata bloccata per la veementissima protesta di cittadini, critici e accademici nazionali e internazionali. Ma altri due palazzetti sono in pericolo&#8230; (<a href="http://www.areopagitou17.blogspot.com/" target="_blank">approfondimenti qui</a>).</p>
<p>Il Museo, che dovrebbe conservare l&#8217;arte per agevolarne la fruizione, minaccia la sopravvivenza di altri pezzi d&#8217;arte in nome di un superiore valore di certa arte sul resto. Io, da studioso di arte classica, rimango allibito.</p>
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