Una crisi economica serpeggiante. Un partito di governo con una maggioranza risicata. Un quartiere universitario permeato dalla microcriminalità. Un poliziotto che spara e uccide un quindicenne. E Atene, di colpo, brucia.

Uno dei grandi negozi di Atene bruciato dai dimostranti - foto: Mario Trabucco
La gioventù greca, ma non solo quella, è già da mesi impegnata contro il governo di destra di Kostas Karamanlis con manifestazioni di ogni tipo. Ultimamente il livello della tensione è stato reso più alto da episodi di particolare gravità. Per esempio il 4 di questo mese il Ministro della Sanità riceve una delegazione di studenti di medicina nell’auditorium del ministero per dialogare sulla riforma universitaria; gli studenti, non soddisfatti lo tengono in ostaggio per un’ora nell’auditorium. Oppure: alla facoltà di legge di Salonicco il direttore di un carcere va a tenere una conferenza sul sistema carearario ma viene picchiato a sangue da un gruppo di anarchici e ricoverato. Il governo oltre alle varie riforme ha varato una finanziaria particolarmente invisa alla gente, specie perché prende 22 milioni di euro e li destina a misure di salvataggio per le banche e la compagnia aerea Olympic (tutto il mondo è paese).Tutto questo crea anche qualche problema alla maggiornaza di governo che dopo aver stravinto le ultime elezioni è ora ai minimi storici nei sondaggi e ha problemi di concordia al suo stesso interno sulle linee politiche da adottare.
Exarchia è il quartiere universitario di Atene per eccellenza. Luogo di gente di cultura, di alternativi, rifugio di qualunque tipo di tendenza anarco-insurrezionalista. Nonostante sia notoriamente luogo di malaffare e spaccio di stupefacenti, fra le altre cose, è considerata comunemente zona off-limits per le forze di polizia. Tanto che nella piazza principale non è difficile vedere un piccolo capannello di venti-trenta poliziotti rigorosamente in tenuta anti-sommossa, quando ci sono.
Alexandros Grigoropoulos è un ragazzino di 15 anni, di buona famiglia (la madre ha una gioielleria a Kolonaki, il quartiere più esclusivo della città), con la testa piena di ideali di ribellione e rivoluzione. Un ragazzo allegro, lo dicono tutti. Il sabato sera un ragazzo così va ad Exarchia, è un must. Ci ritrova gli amici, ci ritrova i ragazzi più grandi che ogni mese o due occupano l’ateneo in nome dei diritti all’istruzione universitaria di stato per tutti. Alle ore 20.55 di sabato 6 dicembre 2008 questo ragazzo muore. Un proiettile sparato da un poliziotto di pattuglia lo stende a terra.
Perché il poliziotto lo ha fatto? Alcuni dicono che si trattasse di un esaltato, un cattivo elemento. Ma altri testimoni della scena dicono che volarono insulti tra il giovane Alex e il poliziotto. C’è chi dice che erano in gruppo e hanno assaltato la pattuglia della polizia con pietre e oggetti lanciati all’inidrizzo degli agenti. E in effetti questo concorderebbe con il fatto che il poliziotto sparò tre volte, due delle quali sicuramente in aria, tipici colpi di avvertimento, e che il collega lanciò una granata fumogena contro il gruppo. Dovevano certo aver fatto qualcosa, evitiamo le beatificazioni postume. Tanto più che ad Exarchia, per ammissione degli stessi Ateniesi, giocare a guardie e ladri con la polizia è una sorta di sport. Per molti “ragazzi ribelli” (forse sarebbe meglio definirli “ribelli ragazzi”) è parte del divertimento, parte del sabato sera. E poi c’è la perizia balistica e l’autopsia che indicano come il proiettile sia entrato nel petto del ragazzo con una traiettoria dall’alto verso il basso. Un po’ strano per un colpo sparato ad altezza uomo. In ogni caso Alex è morto. A soli 15 anni. E’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Atene delenda est!
Sono ormai tre giorni che Atene va avanti così. Il centro della città vive due vite alternate. Una di giorno: i negozi con le vetrine fracassate sostituiscono i vetri e ripuliscono tutto, cercando di salvare il salvabile. I periti delle assicurazioni valutano i danni degli edifici bruciati. Gli ziangari si aggirano per gli scheletri di cemento anneriti in cerca di metallo da rivendere a peso. Gli impiegati vanno a lavorare. I giovani manifestano composti e pacifici, sebbene incazzati e per nulla intimoriti dalle forze dell’ordine, per le vie del centro. Qualche provocazione, sì. Qualche scaramuccia. Ma niente di più che questo.
video: Mario Trabucco
Ma di notte la situazione cambia completamente. Di notte le belve si scatenano, aggirandosi in branche per le vie deserte distruggendo e incendiando. La polizia si limita a contenere, nel timore che ogni reazione possa generare nuove ondate di violenza e nuove contestazioni. I pompieri vivono la loro vita di acqua e fuoco spostandosi da una parte all’altra della città, salvando quello che possono. C’è della logica in questa follia però: obiettivi principali sono le banche e gli uffici della Olympic o le agenzie di viaggi che malauguratatmente ne espongono il logo. Poi ci sono i negozi di abbigliamento, simbolo del caro vita. E gli uffci governativi, come il ministero dell’Economia il cui piano terra è stato completamente distrutto dalle fiamme. I cassonetti dell’immondizia vengono messi in mezzo alla strada e incendiati, a bloccare i soccorsi. Un negozio di armi è stato svaligiato e ora si vedono manifestanti aggirarsi con fionde o sfondare una vetrina con la riproduzione di uno spadone medievale. Ma solo di notte. O almeno principalmente. Le devastazioni a volte ci sono anche, ma in tono molto minore, quando la polizia disperde la folla nelle manifestazioni e gli elementi più estremisti, sempre a volto coperto, sfogano la loro frustrazione per la sconfitta subita fracassando qualunque cosa capiti a tiro.
La protesta continuerà ancora. Oggi a Syntagma, di fronte al Parlamento, ci sono stati scontri con la polizia in assetto anti-sommossa. La folla dei manifestanti è stata dispersa con lacrimogeni (è stata la mia prima sniffata, ma nolto blanda) e cariche coordinate quando i vari cortei si sono uniti la gente assembrata davanti la “Vulì” era davvero tanta. Ma oggi è anche il giorno del funerale del giovane Alexandros, che viene tumulato proprio mentre io scrivo queste righe. Uno degli slogan della protesta è “Alex ti vendicheremo”, oppure “Alex, questa notte è per te”, che non lascia presagire nulla di buono. Per domani, proprio contro le riforme e per la crisi economica è indetto già da un mese uno sciopero generale che paralizzerà il paese. Probabilmente andrà avanti per tutta la settimana. Poi…. o Theòs to xèri, lo sa Dio, come dicono qui.

Polizia e manifestanti a Platia Syntagma - foto: Mario Trabucco
Pubblicato da Mario Trabucco 
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