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La Storia
Il passato, è la sola realtà umana. Tutto ciò che è, è passato.
Anatole France
Non ci può essere nessuna storia del passato così come questo veramente accadde. Ci possono essere solo interpretazioni storiche, e nessuna di questa è definitiva; e ogni generazione ha il diritto di crearsi le sue proprie interpretazioni.
Karl Popper
Già dall’analisi di queste due citazioni che ho riportato, si può chiaramente distinguere cosa io pensi della storia, della sua funzione e del suo modo di operare.
Da un lato definirei la storia come la ordinata successione cronologica degli eventi regolata da nessi di causa ed effetto. Questo almeno in linea teorica poiché è umanamente impossibile dominare la inestricabile rete di relazioni causali tra i fatti, considerato anche il fatto che è umanamente impossibile conoscere tutti gli eventi che hanno agito da concausa per il verificarsi di un evento. E questo a ritroso all’infinito, con l’aggravante di una perdita di informazioni proporzionale alla distanza che ci separa dall’evento.
Questo, in sintesi estrema per definire la storie e la nostra possibilità di conoscerla. Ma la domanda più importante, come sempre anche in storia, non è “cosa?” ma “perché?”, quindi perché studiamo storia? E qui veniamo al senso di quello che esprimeva A. France con quella frase. Oltre ad avere una dimensione diacronica la Storia ne ha una sincronica, altrettanto se non più importante. Tutto ciò che è stato in passato, continua in qualche modo a vivere anche nel presente e verso il futuro. Lo fa in traccia, lo fa evolvendosi, lo fa sotto forma di tradizioni e retaggi, ma lo fa sempre. Ecco quindi che la Storia serve anche a spiegare, attraverso l’analisi dell’evoluzione dei fenomeni, dal momento della loro apparizione fino al momento in cui noi li percepiamo, il perché della loro presenza al momento attuale -sincronicamente rispetto a noi- e a guidarci verso una corretta comprensione delle relazioni tra noi e l’oggetto “storico”, sia esso materiale o immateriale. E’ solo grazie a questo procedimento che il Colosseo non è semplicemente un fabbricato in disuso che sta cadendo a pezzi bensì una testimonianza tangibile della nostra identità.
Se la Storia non mi spiegasse (o meglio, se non si proponesse di spiegarmi) come e perché noi oggi siamo, non credo che varrebbe tanto la pena di studiarla. Solo in quest’ottica hanno un senso oggetti, comportamenti e idee che non mostrano una evidente relazione con la realtà contemporanea, che esistono e basta.
Una volta stabilito il perché dello studio della Storia, possiamo passare al come. Essendo lo studio della Storia, al pari di tutti gli altri, un’attività conoscitiva, essa è soggetta agli errori che derivano dalla nostra imperfetta capacità di conoscere i fenomeni (sia a livello qualitativo che quantitativo), nonché dagli errori indotti dalla mancata preservazione -per il passare del tempo- di tutti quegli elementi sia fisici che relazionali che se integralmente presenti ci permettono la piena comprensione del fenomeno.






