ArcheoFOSS 2009: le impressioni

29 04 2009

Si è chiusa ieri sera, verso le sette, la due giorni romana dedicata alle applicazioni della filosofia Open Source al mondo dell’archeologia. Inutile dire che sono molto soddisfatto e i motivi sono tanti. Eccone alcuni:

  1. Un convegno giovane. In Italia si sa che nella maggior parte dei casila parola convegno evoca subito immagini di canuti tromboni e di sproloqui verbosi e interminabili (mi annoio già a scriverlo). Il convegno di Roma ha registrato una massiccia partecipazione di under-40, con una percentuale approssimativa del 70% dei presenti. Allora esiste una archeologia giovane, dinamica, che non teme di provare, sperimentare e innovare! Se ce ne fosse stato bisogno l’appuntamento romano ha dimostrato ancora una volta di sì.
  2. Open Source = qualità. Non si tratta più ormai di low-cost. E’ quasi incredibile, almeno per un neofita come me, quante e quanto valide ormai possano essere le alternative disponibili ai software commerciali. Io personalmente ho deciso di scaricare e cominciare ad apprendere QuantumGIS, un GIS che sembra semplice ma comunque efficace, almeno per iniziare, e da lì passerò a GRASS, una specie di gis delle meraviglie che non teme assolutamente confronti con prodotti commerciali come ArcView e simili.  Una delle cose interessanti di questo convegno è vedere come ormai tutte le operazioni legate all’archeologia siano perfettamente possibili con l’uso di software OS, con almeno un programma (spesso molti di più) a competere con la classica soluzione commerciale.
  3. WYSIWYG. What you see is what you get, ovvero vedere prima in azione ciò che si può ottenere dall’OS. Un bel punto di forza di questo convegno è stata la sessione di dimostrazioni dal vivo  (chiamata Open Lab). Io per esempio ho trovato di estremo interesse per la mia ricerca di dottorato la demo delle potenzialità del software di analisi statistica dei dati R. Un po’ ostico all’inizio per la mancanza di una interfaccia grafica user friendly e per la necessaria familiarità con la linea di comando (che però ha già chiunque si sia già accostato a Linux), il programma mostra poi i muscoli creando le più comuni analisi (media, mediana, deviazione standard, ecc.) con un semplice comando e partendo dalla semplice importazione di un file di Excel (o Calc) salvato in formato CSV. Una particolarità: grafici ottimi completamente automatizzati e pronti per la pubblicazione. Pregusto già quello che ci farò.

Insomma, come vedete, la soddisfazione è piena. Ma si può sempre migliorare e allora ecco un piccolo suggerimento: un dibattito acceso vale almeno quanto un paio di relazioni. Quindi più spazio al dibattito ma soprattutto perchè ci sia un dibattito vero ci vuole qualcuno che rappresenti posizioni diverse dalle nostre. E non per poterlo accusare o crocifiggere in pubblica piazza, bensì perché il dibattito sia realmente qualcosa di utile.  D’altronde, come sosteneva Popper, nel confronto l’obiettivo è non tanto quello di convincere l’altro quanto piuttosto quello di affinare le nostre idee mettendole continuamente alla prova.


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4 risposte

30 04 2009
maria grazia

Ero venuta a Roma, non lo nego, principalmente per incontrare te, e seguire il tuo intervento al convegno, ma alla fine della prima giornata, ricca di spunti interessanti per ampliare le vedute di un’affezionata alla sedia della sua biblioteca, quale sono ;) , mi è dispiaciuto molto non poter rimanere anche per la seconda!!!Devo dire che mi trovo d’accordo, nonostante la percentuale dei concetti appresi sia limitata da una mia prolungata assenza in argomenti di questo tipo e una natura disavvezza a comunicare con i programmi e con il PC in genere. Chissà che un giorno non riesca anche io a muovermi cn disinvoltura nel mondo dell’Open Source?!?!

4 05 2009
Software libero, processi aperti e ricerca archeologica 4 anni dopo | IOSA.it

[...] A quasi una settimana dalla conclusione del 4° workshop “Free software, open source e open formats nei processi di ricerca archeologica”, riesco finalmente a condividere qualche pensiero disorganico che ho raccolto nei due giorni di incontro, che sono stati veramente intensi. In questa non-sintesi mi soffermerò su alcuni aspetti in particolare, e non ho nessuna pretesa di riuscire a riassumere l’intero corso delle due giornate. Credo che la migliore sintesi possa risultare da una pluralità di interventi: segnalo per ora l’entusiasmo dell’amico Mario Trabucco. [...]

4 05 2009
luca

Escluso il mio entusiasmo nel leggere che non sono il solo arci-stanco per la perenne e costante presenza di vecchie cariatidi sempre imperiose e dittatoriali che generalmente mantengono il monopolio delle partecipazioni ad ogni tipo di convegno, sono ben felice di esserci incontrati nuovamente. Sono d’accordissimo sul fatto che sarebbe stato opportuno dare spazio ben maggiore alla fase di dibattito.
Nonostante personalmente ritenga ancora profondamente immatura, nonostante le vanterie delle istituzioni, la maniera di applicazione delle scienze “quantitative” nella nostra amatissima archeologia, non solo in Italia, credo e voglio credere che ci sia speranza per migliorarci e migliorare il nostro modo di fare archeologia.

22 06 2009
Marco Moderato

Per motivi di salute ho dovuto saltare Roma quest’anno, ma ero a Padova l’anno scorso e devo dire che condivido appieno il vostro entusiamo (che scema molto pensando che nella mia università queste cose non sono neanche prese in considerazione), Devo dire che avevo apprezzato molto il lab l’anno scorso e l’atmosfera in generale di condivisione (della conoscenza, oltre che degli strumenti). Spero di esserci l’anno prossimo.

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