Archeologo in Università?

Superato l’attimo di sbandamento dovuto ai dati risultanti dall’esame della finanziaria (vedi post precedente) continuo -con cocciuta ostinazione- a farmi del male elaborando scenari e prospettive future.

L’idea di fondo è: dato che la classe docente nelle università italiane è senescente (a dir poco), ipotizzando che vadano in pensione a 70 anni quanti posti si liberano anno per anno? Con la normativa entrante (ovvero con questa finanziaria) quanti concorsi potranno essere banditi? Come cambierà l’università in Italia? Per fare questi calcoli mi è stato di grande aiuto il bel sito dell’Ufficio Statistica del MIUR che permette di estrarre tonnellate di dati interrogando il database nei modi più insoliti. I dati sono poi stati processati da me per creare lo scenario che vi descrivo.

Parliamo prima di tutto dei pensionamenti. Ipotizziamo che a 70 anni i nostri cari prof. decidano che è venuto il momento di ritirarsi e lasciare il posto a qualche giovane rampante (come no!). Dall’anno 2008 al 2013 andranno quindi in pensione i docenti di ruolo nati negli anni 1938-1943. Ma i posti lasciati vacanti non potranno mica essere coperti tutti quanti, nossignore, poiché la finanziaria 2009 introduce il blocco del turn over (vedi post precedente). Per il periodo 2009-2013 saranno quindi disponibili in Italia 168, 197, 236, 601, 1337 posti di ruolo. Ma questo in generale, contando i docenti di ruolo (ordinari, associati e ricercatori) di tutti i settori disciplinari. Se contiamo il solo settore delle scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, i posti vacanti sono via via 72, 107, 129, 152 e 151 per ogni anno dal 2009 al 2013.

Va da sé che si scateneranno le lotte più furibonde nelle università per accaparrarsi la possibilità di fare concorsi. Infatti se nel 2009 le università potranno assumere 168 persone per rimpiazzare le 639 andate via l’anno prima, chi ci dice che verranno riempiti tutti e 72 i posti vacanti del nostro settore? Insomma, già i numeri sono esigui, e le prospettive future non fanno sperare granché. Ma non finisce qui. Infatti dei posti da bandire solo la metà consiste in nuove assunzioni, perché l’altra metà è assegnata alle stabilizzazioni di personale precario (e come sappiamo si tratta di tanta, tanta gente).

I numeri lasciano poi presagire una università sempre più affollata, con docenti sempre più impegnati nella didattica, che avranno aule sempre più affollate e probabilmente sempre più tesisti da seguire. E la ricerca? Boooooh!

6 Risposte a “Archeologo in Università?”

  1. Marco Moderato Dice:

    Complimenti per l’analisi, di entrambi i post, molto interessante. Tra l’altro unendo i due dati - le proiezioni economiche e i posti di lavoro disponibili- va da se che la situazione è tutt’altro che rosea. La prospettiva a quanto ho capito è la seguente: si scatenerà una guerra per un posto che praticamente non ha prospettive. Io penso che chi sceglie l’università come possibilità di carriera lo fa per le possibilità che la ricerca offre. Tagliare i fondi alla ricerca dell’università è come togliere le barche ai pescatori. Da riva non si pesca molto…

  2. bretella Dice:

    Ti ringrazio per la visita al mio blog. Il problema c’è ed è grave; si tratta di mettere a disposizione le proprie capacità per cercare di sensibilizzare la consapevolezza delle persone e proporre soluzioni adeguate a carenze normative e tecniche fin troppo evidenti. Da parte mia c’è tutto l’impegno per far rilevare questa situazione. L’importante è “fare rumore” e non smettere mai di protestare contro i disastri italiani. Teniamoci in contatto. Complimenti per il tuo blog vivo e ricco di spunti di riflessione.

  3. rdp Dice:

    Caro Eukleidas/Mario,
    posti la sua analisi anche sul Blog dell’AnA, è una bella analisi che vale la pena divulgare ampiamente. Diamo contenuti per riflettere, non ci stanchiamo come dice Bretella ( col quale stiamo cercando di lavorare, che fa è dei nostri? Il mio è un invito ). Coordiniamoci,
    rdp

  4. Mario Trabucco Dice:

    Cara rdp,
    credo che in questo caso sia meglio creare sul blog ANA solo un post che rimandi a questo con dei link, per due motivi: a) questo post è collegato con quelli precedenti e successivi e trasportarlo così com’é lo impoverirebbe; b) parte fondamentale di questo post sono le immagini che contengono le tabelle analitiche dei dati, che su Live Spaces credo siano un po difficili da inserire, almeno se non si è l’amministratore del sito, credo.
    Quando ci sono riflessioni self-standing e senza immagini le posto alche lì, come ho fatto con il post “Arte meccanica o liberale?”.
    Quanto a Bretella…. beh, una collaborazione con lui sarebbe certo un gran bell’acquisto! Io voto a favore!

  5. rdp Dice:

    Caro Eukleidas/Mario,
    per l’ANA ci segnali ciò che scrive, facciamo in modo da creare quel filo diretto; l’amministrazione del sito è collettiva (dell’ufficio di Direzione, ma l’invasata del blog se non si è capito sono io…), quindi ci mandi quello che ritiene giusto, di giovedì lo valutiamo tutti.
    Ho scritto a Bretella che avevo contattato in quel post che ha visto sul suo blog,proponendo un tandem a tre nell’analisi giuridica e tecnica della materia ( noi il lavoro, lui la disciplina).Se ha proposte mi scriva una e-mail, in modo che in questo periodo possiamo concentrarci sulla cosa.
    A presto,
    rdp

  6. Mario Trabucco Dice:

    Per me sta bene, il filo diretto innanzitutto!
    Quanto alla collaborazione, per me va benissimo, così vediamo di scrivere un bel documento a più voci che faccia il punto sulla questione, e magari lo facciamo girare un po’, giusto per vedere che succede!

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