“Se si volesse produrre con sistemi fotovoltaici il 10% dell’energia elettrica consumata in Italia, bisognerebbe investire 240 miliardi di euro solo per l’acquisto e la messa in opera dei pannelli (la stessa energia verrebbe erogata da 4 reattori nucleari che richiedono, invece, un investimento di meno di 10 miliardi di euro per la sola costruzione, senza contare i costi dello smaltimento delle scorie nucleari)”
Che il solare convenga rispetto al nucleare è una favoletta che spesso ci facciamo raccontare dagli ambientalisti, e qualche volta ce la beviamo anche. Ma una semplice constatazione di dati di fatto basta a smontare in un colpo solo tutte le sciocchezze che girano sul tema.
Il fotovoltaico è costoso, è inefficiente (convertibilità max 12%), è discontinuo (la produzione varia col meteo), e non permette di immagazzinare l’energia prodotta. A Priolo, in Sicilia (e quando mai), è stata costruita una centrale solare sperimentale che produce appena 20 MW, che secondo Carlo Rubbia bastano per una cittadina di ventimila abitanti. Peccato che in Italia siamo cinquantanove milioni e una centrale nucleare produce 1.600 MW di energia elettrica (ottanta volte tanto)! Ora ne vogliono costruire un’altra nel Salento da 11 MW…. complimenti per l’ottima scelta!!!
Viene sottolineato continuamente come gli Stati Uniti e la Spagna abbiano già adottato questo sistema di produzione dell’energia. Peccato però che non venga detto che gli USA utilizzano allo scopo i migliaia di Km quadrati inutili del deserto del Nevada, e gli spagnoli l’anno messa fuori Alicante. Peccato che in Italia non ci siano i deserti a meno di considerare deserto tutto il Sud, come tipicamente fanno i teorici lumbàrd. Bisogna scegliere cosa coltivare al Sud: grano o kilowatt. E’ ovvio che conviene tenerci il terreno per il grano. E poi riflettete: se davvero è così conveniente, economico, innovativo ed efficiente come dicono, perché allora non è impiegato nelle zone di massima insolazione come tutta l’Africa Sahariana, i Caraibi, la penisola araba? Meditate, gente, meditate.
Vicino Siviglia, in Andalusia, hanno costruito una centrale solare da 11 MW che si estende su una superficie di 70 ettari e costa 1,3 Mld di euro. Al centro c’è una torre alta 115 metri. Un gioiello ambientalistico, direi. Basta fare due conti per capire che il rapporto costo/MW e il rapporto superficie/MW sono tutti a favore del nucleare: con l’atomo si produce più energia in meno spazio e pagando meno. E allora perché la corsa al solare? Chiaro: per poter dire “Ma come sono bravo, ma come sono verde io!” e fare campagna elettorale rastrellando i voti di Legambiente, Greenpeace e WWF vari. Ambientalismo? Come no….
Basta favole, non siamo più bambini!








Lunedì 26 Maggio 2008 alle 13:45 |
[...] Vi segnalo l’ottimo post di Mario Trabucco che racchiude un’attenta comparazione della risorsa nucleare con altre cosiddette [...]
Lunedì 26 Maggio 2008 alle 14:08 |
@ Face the Truth: Grazie del favore. Vediamo se almeno noi riusciamo a fare un poco di informazione! Ciao
Giovedì 17 Luglio 2008 alle 23:58 |
Caro Mario,
riprendo questo post con un certo ritardo. Mi sono infatti documentata un po’: non essendo ingegnera ammetto la mia incompetenza. Ciò che non mi convince è la priorità data al criterio economico, soprattutto quando nelle valutazioni non si considerano i costi sociali e ambientali delle alternative. I costi sanitari non sono forse antieconomici? Sembra che in determinate analisi si trascurino volutamente i costi ombra! L’esperienza recente di Tricastin dovrebbe invece essere un monito a non considerare con leggerezza l’affidabilità delle centrali nucleari e le misure di sicurezza da esse adottate. Che dire poi della proposta di realizzare centrali in ogni regione, quando si è ben consapevoli del rischio sismico ed idrogeologico del nostro Paese? E dei problemi di stoccaggio delle scorie? Non si riesce a smaltire la normale spazzatura (ed al riguardo non si capisce – o forse è talmente ovvio che si stenta a crederlo – perché finora non sia stata resa obbligatoria per legge la raccolta differenziata), come si può pensare di non incorrere in proteste per quella radioattiva? Ci si è dimenticati così facilmente di Scanzano Jonico?
Dalle fonti che ho poi consultato risulterebbero previsioni di aumento del costo dell’uranio, a causa di una riduzione delle sue scorte. Tra l’altro l’Italia si troverebbe nuovamente (come già per il petrolio ed il gas) a dipendere dalle importazioni. Non conviene investire in una fonte d’energia disponibile gratuitamente per tutti: il sole? Già ora con il solare termodinamico è possibile immagazzinare l’energia prodotta nei momenti di maggiore insolazione. Perché non scommettere sulla ricerca in questi impianti? Non è detto che con ulteriori studi non si riesca ad incrementarne l’efficienza e quindi ridurne le superfici. Se già ora posizionano i pannelli solari sui tetti degli edifici, perché in un prossimo futuro non si può immaginare di sostituirli con gli specchi per il solare termodinamico? In quel caso non si dovrebbero sacrificare terreni agricoli: il Nord è una distesa di cemento che una volta tanto potrebbe essere sfruttata a beneficio della società! Non credo più alle favole da una vita: lo sviluppo locale sostenibile è già una realtà altrove, se ci si scommette può esserlo anche in Italia! Peccato che qui padroneggiano gli speculatori. Che fine hanno fatto gli imprenditori?
Non me ne volere, se ti contraddico sempre. A presto!!
Venerdì 18 Luglio 2008 alle 9:19 |
Cara Elena,
non pensare nemmeno che io mi arrabbi o te ne voglia se “mi contraddici sempre”. Anzi, conoscendomi sai che è il contrario: mi piace il dibattito perché ci dà l’occasione di riflettere meglio sulle cose, sempre attenti a trovare i nostri errori.
Come sai neanche io sono il Prof. dott. Ing. Trabucco, però come te mi documento e tento sempre di dichiarare le mie fonti (fornendo anche il link quando posso).
Anzitutto mi dispiace dirti che il mio criterio di analisi non è semplicisticamente economico, ma tende piuttosto a considerare una soluzione realmente sostenibile, con dati alla mano. Tu parli di costi ombra (spero non siano come il governo-ombra se no stiamo freschi), di costi sociali, ambientali, e sanitari. Va bene, consideriamoli pure: dove sono i numeri? Dove sono le cifre perché ogni onesto cittadino che voglia farsi un’opinione possa fare due più due? Chi sono le fonti?
Quanto alla centrale di Tricastin io direi che per ora è meglio sospendere il giudizio, almeno fino a conclusione dell’inchiesta, specie se consideri che c’è qualcosa di molto strano che non torna nelle conseguenze di questo incidente.
Il problema delle scorie, dispiace a me questa volta di contraddirti, è il solito falso problema che viene invocato dai Verdi e da tutti gli ambientalisti arrabbiati ma maleinformati. Se le scorie non si potessero smaltire, com’é che la Gran Bretagna ci fa i soldi, riprocessando per esempio le barre di uranio irraggiate provenienti dal deposito italiano di Saluggia (VE)?
Delle proteste non me ne curo nemmeno, perché per me l’interesse pubblico di una nazione è sempre prioritario di fronte a quello particolaristico di una qualunque comunità. La filosofia NIMBY è esattamente l’opposto del senso civico e della responsabilità che dovrebbero indirizzare le scelte del settore pubblico. Lo sviluppo locale sostenibile va benissimo, ma non a spese dello sviluppo nazionale.
Quanto alla maggiore produttività del solare in tempi futuri, è un concetto bellissimo, ma siamo nel campo delle utopie. Io potrei risponderti va bene, puntiamo invece sulla ricerca nucleare, e avremo il nucleare di ennesima generazione le cui scorie si smaltiscono in acqua e sale! Per ora rimaniamo con i piedi per terra e facciamo i conti con i numeri che abbiamo a disposizione.
Infine passiamo ai problemi del solare vero e proprio. Non mi pare che ci sia chi contraddica quello che ho scritto sopra come difetti del solare. E’ bellissimo che tu metta i pannelli solari sulla terrazza del tuo condominio. Potrebbe anche funzionare e avresti un condominio verde al 100% (ne dubito, ma ammettiamolo pure). Il problema è che non puoi fare funzionare le industrie con l’energia solare. Anche se riempi Mirafiori di pannelli solari, ci accendi a malapena le luci degli uffici!!
Infine, ultimo problema: si sta facendo una campagna diffamatoria contro il nucleare come se dovesse essere l’unico preso in considerazione. Non è così, è una delle tante fonti alternative. Ma in termini di produttività e di sostenibilità non è prescindibile.
Spero di essere stato abbastanza esaustivo e di aver fornito qualche elemento in più per la nostra interessante discussione. A’ bientot!
Sabato 4 Aprile 2009 alle 0:24 |
Salve,
ammiro fortemente la vostra volonta’ di documentarvi su argomenti che toccano fortemente tutti noi. Sono tuttavia scettico sulle possibilita’ di reperire “fonti attendibili” attraverso i consueti canali di informazione. Badate bene, non penso ci siano ne’ congiure ne’ governi che tramano nell’ombra, ma e’ obiettivo che i sentimenti popolari sono fortemente influenzabili (ricordate il disastro di cernobyl?) e scarsamente orientate all’oggettivita’ dei dati. Sono un ingegnere e credo di parlare con cognizione di causa: il nucleare e’ economico, molto produttivo e, sembrerebbe, sicuro. Credo tuttavia che il problema delle scorie vada affrontato con maggiore criticita’, perche’ stiamo giocando con il futuro dei nostri figli. E’ oltremodo vero che l’enorme successo del nucleare e’ dovuto, ironia della sorte, all’enorme “bufala” della fusione nucleare, annunciata per decenni dagli anti-nuclearisti come qualcosa di imminente realizzazione…ad oggi le stime piu’ serie parlano di almeno altri 50 anni di studi! Il nucleare e’ sicuramente il presente, tuttavia manca degli elementi piu’ importanti per l’utente finale: Mario Trabucco parla di miliardi di euro, ovvero quelli pagati dal Governo per la costruzioni degli impianti. Ovviamente i costi sono tutti a favore del nucleare…tuttavia dubito che i costi per l’utente finale subiranno variazioni in base alla provenienza dell’energia che essi consumano. Le bollette continueranno a salire, e siccome siamo dei perenne smemorati, pensiamo che questo momento di “respiro” che stiamo vivendo possa durare in eterno. Mi attira di piu’ invece l’idea di “soddisfare” in proprio le esigenze energetiche, soprattutto in contesti geografici che lo permettono. Credo che l’idea che debba guidarci sia analoga a quella del riciclo della spazzatura: per chi attua la raccolta differenziata e’ lampante! E’ impossibile fare a meno del sacchetto dell’indifferenziata, ovvero raggiungere il traguardo dei rifiuti ZERO e’ impossibile. Cio’ che invece si realizza in pratica e’ che il sacco dell’indifferenziata e’ quello che tarda a riempirsi, cosi’ dovrebbe essere per l’energia. Oltre a ridurre i consumi, si dovrebbe ricorrere a fonti fossili ed al nucleare dopo aver “usato” le altre strade. Credo che tutti convengano che mentre le bollette continueranno ad aumentare, il costo degli impianti solari grazie a forme di finanziamento e di manutenzione progressiva, potrebbe sostanzialmente rimanere costante…ed e’ su questo che il “singolo” trarrebbe beneficio. La scelta non e’ tra una centrale nucleare ed una solare, perche’ la scelta non si pone: sara’ nucleare sempre!!! L’obiettivo dovrebbe essere una centrale nucleare che sopperisce alle lacune delle decine di migliaia di impianti solari domestici: questo sarebbe un ottimo compromesso.
Sabato 4 Aprile 2009 alle 15:32 |
Ringrazio Andrea per il commento stimolante e puntuale. e vado subito ad un paio di risposte.
Pur essendo senza dubbio vero che quello che ci passano i consueti “canali di informazione” è una interpretazione dell’interpretazione di qualche dichiarazione, e che quindi il suo valore informativo è molto attenuato, bisogna comunque fare un tentativo di documentarsi e contribuire a diffondere qualche dato sul quale basare la discussione. Altrimenti sono solo chiacchiere da bar. Non voglio certo dire che con il mio blog posso cambiare il mondo, ma mi piace pensare che se lo riempio di dati oltre che di chiacchiere magari servirà a qualcosa in più.
Il problema delle scorie è senza dubbio il maggiore tallone d’Achille del nucleare, nessuno lo nega. Ma va anche detto a onor del vero che quei tre quarti della produzione elettrica nazionale ottenuti con combustibili fossili di scorie ne producono in abbondanza, ma nessuno si preoccupa di farci tanto rumore. Forse perchè ci siamo abituati, o forse perché invece di metterle nei bidoni le spargiamo allegramente nell’atmosfera. Con questo non mi sogno nemmeno di dire che il nucleare non inquina mentre il termico sì, che sarebbe ridicolo. Voglio solo riportare in termini ragionevoli la questione, recuperando un temine dell’equazione che spesso viene colpevolmente tralasciato.
L’idea dell’autoptoduzione è senza dubbio sana e odora di progresso. E devo dire che se ci facessimo due conti con i dati regionali Terna di produzione e consumo, vedremmo come le regioni del Sud sono fondamentalmente autosufficienti, e che anzi esportano energia nelle regioni del Nord. Quindi se proprio dobbiamo pensare a dove mettere la prossima centrale, di qalunque tipo essa sia, io la metterei in Piemonte o in Lombardia…