Archiviate le allegrie post-elettorali, adesso si comincia a rimboccarsi le maniche per formare il nuovo governo e qualche nodo comincia a prendere la sua strada verso gli stretti denti del pettine: “ti do tre ministri”, “no ne voglio quattro” e via discorrendo…
Uno dei dicasteri che tengo sotto osservazione è quello per i Beni e le Attività Culturali (MBAC). Si è parlato di porre a capo del MBAC personaggi come Sandro Bondi o Paolo Bonaiuti ed è questo che voglio qui commentare.
Quanto a Bonaiuti proprio non capisco perché venga fatto il suo nome. Forse sono io a non sapere qualcosa di rilevante sul suo conto che lo colleghi ai beni culturali, ma non mi sembra. Si è sempre occupato di diritto internazionale e di economia, ha pubblicato inchieste giornalistiche di livello su temi legati all’Europa e alla politica internazionale per il Giorno e il Messaggero. Poi la luce nel 1996 con l’adesione a Forza Italia fino all’incarico di portavoce di Berlusconi. Un buon curriculum, non c’è che dire. Ma cosa lo collega ai beni culturali?
Passiamo a Sandro Bondi e qui le cose peggiorano. Laureato in filosofia (almeno quello), si è spesso occupato di temi culturali scrivendo anche qualche saggio. Tralasciamo per un momento il fatto che nel 1990 era sindaco comunista (sì, esatto, comunista) di Fivizzano e ora è il coordinatore nazionale di Forza Italia (quanti conversos in questo partito!). Nella sua attività letteraria troviamo una foto-bio-agiografia di Berlusconi nel 2001, inoltre una produzione poetica nella quale spiccano alcuni “fiori” dedicati al Cavaliere ed entourage, per non parlare della sua attività di divulgatore e comunicatore delle idee di Forza Italia e del Silvio-pensiero. Insomma, per come la vedo io, rischiamo di trasformare il Ministero per i Beni Culturali nel MinCulPop.
Rimpiango i tempi in cui, nel bene o nel male, a occuparsi di beni culturali erano personaggi del calibro di Ronchey (sociologo, saggista e giornalista), Gullotti e Scotti (premiati con la medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte), o docenti universitari come Fisichella e Buttiglione (per quanto contestati). Ovviamente di avere un ministro storico dell’arte e soprintendente come fu Antonio Paolucci credo che non se ne parli neanche…

Pubblicato da Mario Trabucco
Pubblicato da Mario Trabucco






