“a historian has to be treated as a witness, and not believed unless his sincerity is established. The maxim that a man must be presumed to be innocent until his guilt is proved, was not made for him. . . .”
Mi piace questa visione del lavoro dello storico: bisogna guardare la storia, anche quella già scritta, come se essa debba resistere oltre ogni ragionevole dubbio. E se quel dubbio c’è, lo storico ha il compito di usarlo -come un piede di porco se necessario- per scardinare la rete di falsità, o di presunte “verità rivelate” ma mai verificate, che troppo spesso costituiscono il castello di idee che chiamiamo Storia.
Pubblicato da Mario Trabucco 






